Museo Europeo degli Studenti  

Posted by Sua Ebbrezza Tazzone in


MUSEO EUROPEO DEGLI STUDENTI

Apre i battenti a Bologna il primo museo dedicato alla storia degli studenti universitari d’Europa (Meus). Dalla quattrocentesca matricola miniata con il nome di Nicolao Kopperlingk (Niccolò Copernico 1.473-1.543) - l’astronomo polacco, allora allievo all’Università di Bologna, che avrebbe dimostrato al mondo che è il sole, e non la terra, al centro delle orbite dei pianeti vicini - al Maggio francese e al ruolo degli universitari nel movimento del ’68: una raccolta che illustra la storia, lunga nove secoli, della presenza e delle tradizioni studentesche nelle principali città universitarie del continente.


A tal proposito ricevo dal Diletto Fratello René Olé, ultimo Gran Maestro del SaVOT di Pisa prima del 1970 una comunicazione che volentieri pubblico.

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Diletto Fratello in Goliardia,

non Ti spaventare per la lunghezza dello scritto; Ti chiedo umilmente di leggerlo fino in fondo e di riflettere! Purtroppo il 28 marzo non ho potuto presenziare all'inaugurazione del Museo, ma forse è stata una fortuna, dato che avrei dovuto vedere atteggiamenti ed ascoltare frasi che non condivido. 
Comunque, molto interessato all'evento, ho letto su siti Internet ufficiali e visto/ascoltato su Youtube tutto il possibile.

Dalla ricerca ho estrapolato quanto segue:

1) Dal Dipartimento Discipline Storiche dell'Alma Mater studiorum Università di Bologna:

"Le principali espressioni dell'associazionismo studentesco europeo (Goliardia, Faluche, Zofingue, Burschenschaft, Tunos ...) dalla metà del XIX secolo si sono sedimentate in alcune forme di comunicazione che, ancora oggi, ne testimoniano l'originalità ed anticipano vocazioni individuali e 
mode culturali. Il tema della quinta sezione del MEUS (Cultura e folklore studentesco) offre al visitatore una breve immersione in quel mondo, attraverso una ricca selezione di giornali studenteschi, di manifesti con una grafica talora sorprendentemente innovativa, di pièces teatrali prodotte dagli studenti e di repertori delle canzoni che hanno costituito la colonna sonora di intere generazioni. Non mancano i costumi (copricapi, manti, insegne di ordini goliardici ...) e, partendo dai tasti di un jukebox, si possono selezionare i filmati di alcune feste studentesche."

2) Dall'UNIBO Magazine:

"Il 27 marzo 2009 a Bologna ha aperto i battenti il MEUS, primo museo dedicato alla storia degli studenti universitari d'Europa. Trecento oggetti, scelti tra le migliaia a disposizione dell'Alma Mater, esposti per raccontare una storia lunga nove secoli: quella del rapporto tra gli studenti e l'università."

3) Dall'Archivio storico:

"Sono oramai passati dieci anni da quando un gruppo di studiosi e di sostenitori entusiasti cominciò a progettare un "Museo degli Studenti e della goliardia", progetto via via allargatosi fino a includere le varie espressioni del mondo studentesco europeo dalle prime forme ad oggi. Il progetto ha quindi acquisito una successiva denominazione che ne riflette l'evoluzione: 
"Museo Europeo degli Studenti" (n.d.s.: di cui MEUS è l'acronimo) "

4) Da Iperbole, Rete civica Comune di Bologna:

"MEUS Museo degli Studenti e della Goliardia".

5) Da Provincia di Bologna:

"Le numerose collezioni comprendono tra l'altro cospicue raccolte di oggettistica (calici, vassoi, porcellane, boccali, medaglie, monili, statuette, pipe, portafortuna), abbigliamento (berretti, cappelli, coccarde, distintivi, divise, foulard, mantelli, scarpe, toghe), grafica (cartoline, disegni, fotografie, diplomi, litografie, locandine, mappe, papiri,  silhouettes, stemmi), ma anche bauli, lampade, scrittoi, sedie, tavolini,  pergamene, carteggi, codici, diplomi di laurea, regolamenti amministrativi, editti, ex libris, inviti, libretti universitari di iscrizione, programmi di feste studentesche, quaderni, sigilli, Stammbücher."

6) Da Universinet.it:

" Sabato 28 marzo, alle 17, un incontro pubblico con lo showman Renzo Arbore, simbolo nazionale della goliardia ."

7) Da Università.it:

"I documenti e gli oggetti del Meus, acquistati o provenienti da donazioni, raccontano l'evoluzione del ruolo degli studenti universitari dal XIII al XX secolo, con ampio spazio al tema della "goliardia"

8) Da Repubblica,12 ottobre 2000:

 "Il 'FITTONE' originale (la copia è in via Zamboni, all'inizio del portico del rettorato) sarà esposto dopo 50 anni. E' il simbolo della goliardia e sarà nuovamente esposto nella prima stanza del Museo degli studenti che l'ateneo inaugura questa mattina a Palazzo Poggi. Con un padrino d'eccezione: Renzo Arbore . La sua feluca è pronta, assicura il professore jazzista Leonardo Giardina, presidente dell'associazione Almae Matris Alumni. (n.d.s. Renzo Arbore). sarà affiancato da Umberto Eco, dal rettore uscente Roversi Monaco e dal nuovo, Pier Ugo Calzolari.



Obiezioni e rilievi riferiti all'episodio; inizierò da quelli meno pesanti per arrivare a quelli di sostanza.

a) Mi meraviglia che nel Dipartimento Discipline Storiche dell'Alma Mater non si conosca la differenza fra le associazioni studentesche tedesche e svizzere [queste ultime non sono certo le più note!!!], le feluche [mi correggo, copricapi!!!], i cantanti spagnoli e la Goliardia [mi correggo, cultura e folklore studentesco!!!].

b) Nella documentazione presente nei siti citati la parola goliardia compare solamente cinque volte (sarebbero quattro, ma "melius abundare quam deficere") e le parole goliardi o clerici mai.

c) In questa logica è stato logico che il "Museo degli Studenti e della goliardia" evolvesse (!!!) in "Museo Europeo degli Studenti".

d) Il nome riportato nel sito del Comune di Bologna è probabilmente, anzi sicuramente, un refuso tipografico, che sarà presto modificato.

e) Spero che in una qualche sala del MEUS vi sia ancora il Fittone, oggetto di tante storie e simbolo della Goliardia Bolognese che data i suoi documenti sempre riferendosi allo storico colonnino (il 2009 è il XCVII post traslationem Fictonis, LIX a Fictonis Ingabbiatus, LI a Fictonis in Universitate).

f) Poiché "le collezioni comprendono materiali originali dal XIII al XX secolo (e) l'esposizione è articolata in cinque sezioni che riassumono l'evoluzione della figura dello studente nel corso del tempo e nelle sue molteplici espressioni", sono certo che nelle sale di Palazzo Poggi si respira Goliardia ovunque, forse con l'eccezione di una parte della quarta sezione, e che gli oggetti esposti sono per la maggior parte di provenienza Goliardica. Forse sarebbe stato opportuno che qualcuno si fosse rinfrescato le idee sulla storia del basso medioevo.

g) Credo che Renzo Arbore, più che il simbolo nazionale della goliardia, sia il Goliardo più noto d'Italia. Conosco infatti anche personalmente molti fratelli in Goliardia, coetanei e non, che potrebbero rappresentarLa con altrettanta conoscenza e militanza. Certamente devo riconoscere che, senza polemica, ma con grande eleganza Arbore ha saputo sottolineare la reticenza verso il millenario fenomeno della goliardia proponendo di "sdoganarla", visto che, aggiungo io, la Cassazione, con una sentenza esemplare, ha sdoganato perfino il caro vecchio "vaffanculo".

h) Bologna detiene eccellenti primati di Vera Goliardia ed ha nutrito Goliardi di qualità, ma i goliardi bolognesi non hanno fatto niente per mantenere "viva l'immagine degli studenti come classe potenzialmente pericolosa". Hanno invece raggiunto un altro "primato": quello del silenzio. 
Forse perché la loro unica preoccupazione è stata quella di apparire stracolmi di decorazioni, di pendenti e di piume davanti alle telecamere? O perché sarebbero stati dispiaciuti di contraddire i docenti presenti all'inaugurazione? Avrebbero dovuto ricordarsi che la coerenza imponeva di presenziare all'inaugurazione del Museo degli studenti come studenti e non come goliardi! Le prossime Feriae potrebbero essere un'occasione per rimediare. Goliardus necne, tertium non datur!

i) Infine confermo il mio apprezzamento all'iniziativa museale, ma anche la mia rabbia per la voluta dimenticanza delle parole Goliardia e Goliardi in tutte le comunicazioni ufficiali, a cominciare dal nome del Museo. Per ribaltare un'espressione della sinistra statunitense della metà del ventesimo secolo mi permetto di definire l'intervento contro la Goliardia "politicamente scorretto".

j) Quale reato sarebbe stato perpetrato aggiungendo "Europeo" alla originaria denominazione, cioè Museo Europeo degli Studenti e della goliardia o ancora meglio Museo Europeo della Goliardia e degli Studenti? Se invece l'acronimo MEUS fosse stato scelto per l'assonanza con la lingua latina, l'unico risultato sarà che nessun Goliardo potrà dire" Hic locus MEUS est".


René Olé, ultimo Gran Maestro del SaVOT di Pisa prima del 1970.

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martedì 5 maggio 1969 + 40

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